Il cinema italiano alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone 2017

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La 36a edizione delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone si è aperta il 30 settembre con la proiezione di La folla di King Vidor (US 1928) con accompagnamento musicale dell’Orchestra San Marco di Pordenone su partitura di Carl Davis. Stesso compositore, direttore e orchestra hanno accompagnato anche l’evento di chiusura dell’8 ottobre, la proiezione di The Student Prince in Old Heidelberg di Ernst Lubitsch (US 1927).
Numerose le retrospettive in programma, che, come ogni anno, si sono aperte ai più vari generi, temi e momenti del cinema muto mondiale, spaziando dalle origini del western (che hanno compreso anche due titoli italiani prodotti dall’italiana Cines, Sulla via dell’oro (IT 1913) e Nel paese dell’oro (IT 1914), entrambi provenienti da EYE Filmuseum di Amsterdam), ai film di viaggio sovietici, ai drammatici documenti sugli effetti della 1a Guerra Mondiale, fino alle nasty women, le cattive ragazze delle commedie americane ed europee, tra cui la nostra Lea Giunchi, uno dei primi caratteri comici femminili italiani, della quale sono stati proposti ben tre film, sempre di produzione Cines: Lea in ufficio (It 1911), dalla Cineteca di Bologna, Lea sui pattini (IT 1911) e Lea bambola (IT 1913), entrambi da EYE Filmuseum di Amsterdam, collezione Desmet.
Spicca, in relazione al cinema muto italiano, la retrospettiva su Luca Comerio curata da Sergio Germani, che offre uno sguardo rinnovato e cinefilo sul poliedrico fotografo e reporter milanese, con diversi film rari o di recente identificazione, tra cui La gloriosa battaglia delle Due Palme del 12 marzo a Bengasi (IT 1912), nel frammento restaurato dal CSC-Cineteca Nazionale, le recenti restituzioni sperimentali realizzate dalla Cineteca di Bologna dei film “dal vero” in Kinemacolor, I plotoni nuotatori della 3ª divisione di cavalleria comandata da S.A.R. il Conte di Torino (IT 1912) e La vita dei nostri ascari eritrei in Libia (1912), o, ancora, le pièces teatrali del personaggio comico milanese Tecoppa, interpretate dall’attore Edoardo Ferravilla (Tecoppa e C., IT 1914, dalla Cineteca Italiana).
Nell’ambito della sezione Ritrovati e restaurati è stato riservato uno spazio particolare ad Anna Fougez, la grande artista di varietà di origine tarantina, della quale è stato presentato l’unico film ad oggi conservato, Fiore selvaggio (Gustavo Serena, IT 1921) restaurato dal CSC – Cineteca Nazionale nel contesto del progetto Irresistibile Fougez, promosso dall’Associazione La Bottega delle idee di Taranto, insieme con Apulia Film Commission.
Tra i classici inclusi quest’anno nella consueta sezione Il canone rivisitato, oltre a capolavori della cinematografia mondiale come Aelita (Yakov Protazanov, URSS 1924), Fièvre (Louis Delluc, FR 1921) e Ménilmontant (Dimitri Kirsanoff, FR 1926), hanno fatto mostra di sé anche due fondamentali opere di Febo Mari regista: il frammento restaurato dal Museo del Cinema di Torino di L’emigrante (1915), interpretato dal grande Ermete Zacconi, e Fauno (1917), pietra miliare del cinema simbolista italiano, nel restauro realizzato nel 1994 da La Cinémathèque royale de Belgique, Museo Nazionale del Cinema, La Cineteca del Friuli nell’ambito di The LUMIERE Project (MEDIA Programme).

Il festival ha inoltre dedicato una sezione ai settant’anni della Cineteca Italiana di Milano, il più antico archivio di film italiano, che ha presentato una selezione dei suoi più recenti film restaurati, tra cui Il fiacre n. 13 (Alberto A. Capozzi – Gero Zambuto, 1917, in 4 episodi), La trappola (Eugenio Perego, 1922) e Mediolanum (Ubaldo Magnaghi, 1933), esempi di generi diversi, feuilleton noir il primo, commedia brillante e anticonformista il secondo, interpretato da una Leda Gys sbarazzina e anti-diva, documentario sperimentale il terzo, ormai sulle orme del primo cinema sonoro europeo.

A Venezia fino al 15 novembre la mostra “Lyda Borelli primadonna del Novecento”

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Nell’ambito del ciclo di attività legate alla celebrazione e riscoperta della figura dell’attrice Lyda Borelli (1887 1959), evento centrale è la mostra Lyda Borelli primadonna del Novecento, curata da Maria Ida Biggi, direttrice dell’Istituto per il Teatro e il Melodramma, e allestita nella cornice della casa-museo di Palazzo Cini a San Vio a Venezia. La mostra, inaugurata il 1 settembre sarà visitabile fino al 15 novembre 2017. (altro…)

Convegno a Villa Medici: Verso un’estetica dello spettacolo cinematografico

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Si svolge a Villa Medici, il 15 e il 16 giugno 2017, il convegno sul cinema muto italiano “Verso un’estetica dello spettacolo cinematografico. Il cinema muto italiano all’incrocio tra le arti plastiche, sceniche e decorative 1896-1930”, organizzato dall’Accademia di Francia a Roma, Labex Arts H2H, Université Paris Lumières, Universtitè Paris 8 (ESTCA) e CSC-Cineteca Nazionale di Roma, con la partecipazione della Cineteca di Bologna. (altro…)

Fabiola. Dal buio delle catacombe alla luce degli schermi

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Nel corso del 1917 Enrico Guazzoni intraprende le riprese del suo ventitreesimo film. Il soggetto è tratto dal romanzo del cardinale inglese Nicholas Wiseman (1854), che divulga le storie dei martiri cristiani sotto Diocleziano, agli inizi del IV sec. d.C. L’impostazione visuale del regista, di base artista e pittore, si cimenta qui con l’erudizione antiquaria sull’antichità romana, dando vita a una ricostruzione ricca e rigorosa, in cui le scene ambientate nelle catacombe alimentano un nuovo immaginario. In quegli anni le indagini archeologiche si concentrano sulla Roma paleocristiana e ne sollecitano la diffusione. (altro…)

Omaggio ad Anna Fougez

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Il CSC-Cineteca Nazionale collabora con La Bottega delle Idee di Taranto e Apulia Film Commission per "Irresistibile Fougez", omaggio all’attrice tarantina Anna Fougez

La Cineteca Nazionale ha restaurato per l'occasione "Fiore selvaggio" (1921), interpretato dalla Fougez, da una copia unica conservata nei propri archivi.

Si è svolto il 19 dicembre 2016, al Cinema Teatro Orfeo di Taranto, un omaggio all'attrice Anna Fougez, poliedrica artista di origine tarantina che furoreggiò sui palcoscenici fra gli anni '20 e '30 del secolo scorso. Momento centrale della manifestazione - voluta dall'Associazione La Bottega delle Idee di Taranto e realizzata in collaborazione con CSC-Cineteca Nazionale e Apulia Film Commission - è stata la proiezione del film Fiore selvaggio, diretto da Gustavo Serena e interpretato dalla Fougez. Fiore selvaggio è il solo film conservato dei sette che l'attrice girò tra il 1917 e il 1922. L'unica copia al mondo è conservata presso la Cineteca Nazionale, che ha colto l'opportunità di questa celebrazione per procedere ad un complesso restauro, di cui è stata presentata una prima fase. Il film è stato accompagnato dal vivo al pianoforte dal Maestro Antonio Coppola.

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Convegno – Mostra “Quo vadis: Da caso letterario a fenomeno della cultura di massa”

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Si svolge tra l’Istituto Polacco di Roma e la Casa del Cinema di Roma il convegno-mostra “Quo vadis: Da caso letterario a fenomeno della cultura di massa (13 novembre - 5 gennaio 2017)

L’Istituto polacco di Roma ha organizzato un’ampia manifestazione in onore dello scrittore Henryk Sienkiewicz. Un’anteprima si è tenuta presso il Reale Istituto Neerlandese di Roma, in via Omero 10-12 a Roma, con proiezione dei film tratti dal romanzo di Sienkiewicz: martedì 8 novembre, alle 18.00, Quo Vadis? di Enrico Guazzoni (1913, muto 120’), e  martedì 9 novembre, sempre alle 18.00, Quo Vadis? di Gabriellino D'Annunzio e Georg Jacoby  (1924, muto, 90’).

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La mirabile visione, 1921 – il restauro

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ll CSC-Cineteca Nazionale partecipa al restauro di La mirabile visione, film sulla vita di Dante Alighieri del 1921

Il restauro è realizzato in digitale a cura di CNC - Centre National du Cinéma et de l’Image Animée di Parigi a partire da due copie italiane d’epoca, con le colorazioni originarie, conservate a Roma dalla Cineteca Nazionale, e da una copia della versione francese, conservata presso gli Archives Françaises du Film del CNC.

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Silvio Laurenti Rosa. Un regista che si confessa

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Nell’ambito della nuova serie dei suoi “Quaderni”, la Cineteca Nazionale pubblica, a cura di Sergio Toffetti, il volume Silvio Laurenti Rosa. Un regista che si confessa

Il libro raccoglie e contestualizza le memorie di Laurenti Rosa, ritrovate in un dattiloscritto parte del fondo Quaglietti, depositato presso la Biblioteca “Luigi Chiarini” del Centro Sperimentale di Cinematografia.

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